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ZeolithMED polvere detox 200g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 1 mese
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ZeolithMED polvere detox 400g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 2 mesi
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ZeolithMED polvere detox 650g in Vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Polvere di clinoptiolite naturale al 100%, in un barattolo ricaricabile di colore violetto Miron.
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ZeolithMED polvere detox 650g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di clinoptiolite 100% naturale in un barattolo di polvere sigillato
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ZeolithMED polvere detox 200 g in Vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 1 mese, in un barattolo ricaricabile Miron violetto
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Set di prova polvere disintossicante 600g, dispositivo medico con certificato CE 1x polvere di zeolite, 1x polvere di bentonite, 1x polvere ZeoBent
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Starter-Set: Detox-Pulver, inkl. Trinkflasche und Ratgeber Ideal für deine 12-Wochen-Darmentgiftungskur
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Polvere di zeolite – informazioni importanti sull'efficacia e sull'uso

La zeolite è un minerale complesso che si forma quando la lava vulcanica entra in contatto con l'acqua. Questo processo può richiedere migliaia o addirittura milioni di anni. Gli scienziati stimano che le prime zeoliti si siano formate oltre 300 milioni di anni fa. "Zeolite" è il nome collettivo di oltre 240 strutture cristalline diverse, più di 40 delle quali presenti in natura. Tra i tipi più diffusi rientrano [1]:

  • Clinoptilolite
  • Mordenite
  • Analcime
  • Chabazite
  • Natrolite
  • Stilbite

Gli antichi romani utilizzavano la zeolite per costruire ponti. In seguito cadde nell'oblio e tornò alla ribalta solo nel 1756, quando il mineralogista svedese Axel Cronstedt la descrisse e le diede un nome per la prima volta. Coniò il termine unendo due parole greche: zéō, che significa "bollire", e líthos, che significa "pietra". Riscaldata, la zeolite rilasciava molto vapore e ricordava a Cronstedt una "pietra che bolle" [2].

I vantaggi della polvere di zeolite:

  • Alleggerire l'organismo grazie alla disintossicazione
  • Proteggere il fegato e gli altri organi da sostanze nocive come piombo, mercurio, cadmio e alluminio
  • Agire già nel tratto digerente superiore, a differenza delle capsule
  • Prestarsi con facilità anche all'uso esterno
  • Facilitare l'assunzione a chi ha difficoltà di deglutizione, ad esempio le persone anziane

Struttura

Quando la lava incandescente incontra l'acqua di mare fredda, la zeolite sviluppa una struttura a gabbia unica nel suo genere e una carica superficiale negativa. Alluminio e silicio ne costituiscono l'ossatura, che spesso contiene anche altri elementi come ossigeno, stagno, zinco e titanio. Le minuscole "gabbie" permettono alla zeolite di agire come un "setaccio molecolare", filtrando le molecole in base alle loro dimensioni. La carica superficiale negativa trattiene debolmente minerali come sodio, potassio e calcio e li scambia con ioni di dimensioni maggiori e con metalli pesanti [3]. In altre parole: la zeolite è in grado di legare numerose tossine senza privare l'organismo di preziosi oligoelementi.

Impieghi tradizionali e in ambito medico

La medicina tradizionale riconosce il consumo di argilla (geofagia) come metodo naturale di disintossicazione. La zeolite presenta proprietà analoghe e usi altrettanto radicati nella tradizione [4]. Nella medicina moderna, medici e ricercatori impiegano la zeolite per [3, 4, 5, 6]:

  • Separare e rilevare biomarcatori
  • Rilasciare farmaci in modo controllato
  • Sviluppare tecniche di imaging come la RMN (risonanza magnetica nucleare)
  • Realizzare l'ingegneria tissutale della pelle e delle ossa
  • Favorire la disintossicazione dai metalli pesanti

Fonti

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC34179/
[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5327878/
[3] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6277462/
[4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11291273
[5] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29630078
[6] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23883900