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ZeolithMED 200 capsule detox, dispositivo medico con certificato CE Zeolite ultrafine in 200 capsule di cellulosa per 1 mese
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ZeolithMED polvere detox 200g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 1 mese
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ZeolithMED polvere detox 400g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 2 mesi
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ZeolithMED polvere detox 650g in Vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Polvere di clinoptiolite naturale al 100%, in un barattolo ricaricabile di colore violetto Miron.
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ZeolithMED polvere detox 650g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di clinoptiolite 100% naturale in un barattolo di polvere sigillato
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ZeolithMED polvere detox 200 g in Vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite per 1 mese, in un barattolo ricaricabile Miron violetto
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ZeolithMED polvere detox ultrafine 60g, dispositivo medico con certificato CE 100% polvere naturale di zeolite clinoptiolite ultra-fine per 1 mese
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ZeolithMED polvere detox ultra-fine 120g, dispositivo medico con certificato CE 100% polvere naturale di zeolite clinoptiolite ultra-fine per 1 mese
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ZeolithMED polvere detox ultrafine 200g, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite ultra-fine per 2 mesi
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ZeolithMED polvere detox ultrafine 120 g in Vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Polvere di zeolite 100% naturale clinoptiolite ultrafine per 1 mese, in un barattolo ricaricabile Miron violetto
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ZeolithMED 600 capsule detox, dispositivo medico con certificato CE Zeolite ultrafine in 600 capsule di cellulosa in un barattolo sigillato
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ZeolithMED 200 + 600 capsule detox in Pacchetto economico, prodotti medicali con certificato CE Zeolite ultrafine in 800 capsule di cellulosa in dosi di polvere sigillate
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ZeolithMED 200 capsule detox in vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Zeolite ultrafine in 200 capsule di cellulosa in un barattolo ricaricabile Miron violet, per 1 mese
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ZeolithMED 600 capsule detox in vetro violetto Miron, dispositivo medico con certificato CE Zeolite ultrafine in 600 capsule di cellulosa in un barattolo ricaricabile Miron violetto
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Set di prova polvere-detossinante ultrafine 320g, dispositivo medico con certificato CE 1x polvere di zeolite UF, 1x polvere di bentonite, 1x polvere ZeoBent UF
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Set di prova polvere disintossicante 600g, dispositivo medico con certificato CE 1x polvere di zeolite, 1x polvere di bentonite, 1x polvere ZeoBent
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Zeolite Crema per la pelle 100ml Zeolite Crema 100ml rigenerativa per la cura naturale della pelle di tutta la famiglia
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Zeolite Dentifricio 75ml senza Fluoro Dentifricio Zeolite - Cura orale naturale e prevenzione della carie con Zeolite e Xilitolo
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3x dentifricio ZeolithMED 75ml in confezione risparmio, dentifricio senza fluoro Cura orale naturale e prevenzione della carie con zeolite, xilitolo e menta piperita, senza fluoro in confezione da 3 pezzi
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6x dentifricio ZeolithMED 75ml in confezione risparmio, dentifricio senza fluoro Cura orale naturale e prevenzione della carie con zeolite, xilitolo e menta piperita, senza fluoro in confezione da 6 pezzi
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12x dentifricio ZeolithMED 75ml in confezione risparmio, dentifricio senza fluoro Cura orale naturale e prevenzione della carie con zeolite, xilitolo e menta piperita, senza fluoro in confezione da 12 pezzi
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Zeolite

ZeolithMED lega in modo naturale gli inquinanti a cui non possiamo sottrarci e dà così un contributo importante alla tua salute. I disturbi riconducibili all'esposizione a sostanze nocive possono essere attenuati e ridotti grazie a ZeolithMED. Il prodotto, a base di zeolite naturale, è in grado di legare le sostanze nocive nel tratto gastrointestinale come una spugna e di convogliarle verso l'esterno. La zeolite ZeolithMED, non digeribile e carica di sostanze nocive, viene poi eliminata per via naturale con le feci, senza gravare sul metabolismo.

Legare le sostanze inquinanti con la zeolite

La polvere di zeolite naturale agisce come una spugna e può contribuire ad alleggerire l'organismo.

Zeolite: roccia naturale ad alto potere legante

Fin dal Medioevo l'argilla curativa viene impiegata come rimedio naturale per i disturbi più diversi. A seconda dell'impiego e della varietà, l'argilla curativa è composta da roccia macinata con componenti diversi, come loess, torba, marna, argilla e altri ancora.

Anche la zeolite è una sorta di argilla curativa

Anche la zeolite naturale può essere impiegata a sostegno della salute. Si tratta di una roccia naturale di origine vulcanica: la superficie di questo minerale ricco di silicio è particolarmente adatta a legare le sostanze inquinanti. Il processo che entra in gioco si chiama adsorbimento.

Che cos'è l'adsorbimento e che ruolo ha la zeolite?

L'adsorbimento è un processo fisico in cui una sostanza aderisce alla superficie di un'altra e vi si accumula.

Grazie alla superficie microporosa e alla capacità di scambiare ioni, la zeolite offre condizioni ideali perché altre sostanze vi aderiscano. Può così agire come una spugna e legare in particolare gli inquinanti.

Un impiego di lunga data

Già nell'antichità la zeolite naturale veniva utilizzata per la depurazione sotto forma di clinoptilolite. Dopo il disastro del reattore di Chernobyl, in Ucraina, l'impianto è stato racchiuso in un sarcofago di cemento a cui erano state aggiunte tonnellate di zeolite. Il minerale in polvere è stato impiegato anche per decontaminare le persone e l'ambiente.

Come avviene l'adsorbimento della zeolite nell'uomo?

In ambito medico la zeolite viene impiegata sotto forma di clinoptilolite, una roccia tufacea naturale e microporosa. La zeolite naturale ha una struttura cristallina reticolare ricca di cavità, che contengono cationi come calcio, sodio, magnesio e potassio.

Grazie a questa struttura, la zeolite può da un lato adsorbire sostanze e dall'altro realizzare uno scambio ionico: nell'adsorbimento le sostanze estranee aderiscono alla superficie della roccia. Qualcosa di analogo avviene nello scambio ionico, durante il quale i cationi del minerale vengono rilasciati e sostituiti dagli ioni degli inquinanti presenti nell'organismo.

Come una spugna, il minerale è in grado di legare le sostanze nocive nel tratto digerente e di eliminarle dall'organismo per via naturale. Grazie a queste caratteristiche, la zeolite può dare un contributo importante alla salute. La zeolite stessa non viene digerita e viene espulsa attraverso l'intestino.

Gli effetti della zeolite

La zeolite agisce legando (adsorbimento):

  • Mercurio
  • Piombo
  • Cadmio
  • Alluminio

ZeolithMED, dispositivo medico certificato CE, può essere impiegato per alleggerire l'organismo favorendo la depurazione del tratto intestinale.

L'azione della zeolite si basa, tra l'altro, sulla sua particolare proprietà di legare sostanze nocive come alluminio (Al³⁺), piombo (Pb²⁺) e mercurio (Hg²⁺) attraverso lo scambio ionico selettivo e l'adsorbimento.

La zeolite naturale viene utilizzata fin dall'antichità per la depurazione naturale, grazie alla sua particolare azione sull'organismo umano, ed è nota per la sua efficace capacità di legare gli inquinanti (adsorbimento). Ti offriamo zeolite pura, in qualità testata, per uso interno ed esterno.

L'azione della zeolite: sollievo dai disturbi

Molti clienti soddisfatti hanno già sperimentato la capacità di ZeolithMED di legare ed eliminare le sostanze inquinanti. L'accumulo di metalli tossici come mercurio, piombo, cadmio e alluminio può danneggiare notevolmente l'organismo e dare origine a diversi segni di malattia. In particolare possono comparire allergie, patologie del tratto gastrointestinale come la sindrome dell'intestino irritabile e disfunzioni epatiche.

Esposizione ai metalli pesanti

Spesso assumiamo metalli pesanti senza accorgercene. Frutta e verdura non lavate, carne, vecchie tubature in piombo, acqua potabile contaminata in vacanza o elevate concentrazioni di mercurio nei frutti di mare possono mettere a dura prova l'organismo e favorire la comparsa di diversi disturbi. La zeolite ha un effetto depurativo e può proteggere l'organismo dai metalli pesanti.

Perché l'organismo ha bisogno di aiuto contro gli inquinanti?

Un organismo sano è normalmente in grado di metabolizzare da sé le tossine presenti negli alimenti e, entro certi limiti, quelle ambientali. Alcune condizioni preesistenti, però, come danni epatici, allergie o malattie gastrointestinali, possono alterare questo equilibrio e impedire al corpo di smaltire senza difficoltà le sostanze nocive. Anche in caso di assunzione eccessiva di tossine o di esposizione a sostanze particolarmente tossiche come i metalli pesanti, l'organismo raggiunge i propri limiti: il sovraccarico può allora sfociare in disturbi e malattie.

In presenza di condizioni preesistenti è importante mantenere il carico di sostanze inquinanti il più basso possibile. Questo si può ottenere, ad esempio, con un'alimentazione rigorosamente controllata, sotto forma di una dieta specifica. Anche così, però, è quasi impossibile tenere del tutto lontane dall'organismo sostanze potenzialmente dannose come il piombo o il cadmio.

Alleggerire il fegato, tenere lontane le tossine

Il fegato è uno degli organi depurativi più importanti dell'organismo e influisce notevolmente sul sistema immunitario e sul benessere generale. Un fegato sovraccarico può manifestarsi con spossatezza, disturbi del sonno e gonfiore addominale. L'assunzione di zeolite può avere un effetto positivo sul tratto gastrointestinale e alleggerire di conseguenza anche il fegato, che viene sgravato dalle sostanze nocive. Tra le sostanze che la zeolite naturale può legare selettivamente rientrano metalli pesanti come piombo, mercurio e cadmio.

I rischi dei metalli pesanti nella vita quotidiana

Si tende a pensare che nei paesi europei il rischio di un'intossicazione da metalli pesanti nella vita di tutti i giorni sia relativamente basso. I severi requisiti di legge danno la sensazione che sia piuttosto improbabile entrare in contatto con dosi pericolose di sostanze inquinanti. La realtà, però, è diversa: praticamente tutti sono esposti ogni giorno a qualche forma di sostanza tossica, e spesso i metalli pesanti vengono assunti direttamente con gli alimenti senza che ce ne accorgiamo.

Dove si trova il piombo?

E per quanto riguarda il piombo? In passato si sono verificati diversi casi di intossicazione, perché questo metallo pesante era presente nella vita quotidiana in molti ambiti. Nel frattempo sono finiti i tempi in cui si usavano stoviglie e posate contenenti piombo, la benzina senza piombo si è imposta come standard da diversi decenni e anche le vernici al piombo vengono evitate il più possibile.

Il piombo può però rappresentare ancora un pericolo per la salute, ad esempio quando in un edificio sono state installate tubature in piombo mai sostituite. È anche possibile che in alcune case circolino ancora vecchi calici e cucchiai contenenti piombo, tuttora utilizzati. In singoli casi si può inoltre entrare in contatto con il piombo sul lavoro, ad esempio maneggiando vernici antiruggine. E non da ultimo anche la cura della bellezza può nuocere alla salute, se in unguenti e creme è stato impiegato piombo, ad esempio per ottenere un incarnato particolarmente chiaro.

Quali sono i sintomi e i pericoli dell'intossicazione da piombo?

L'intossicazione da piombo si verifica quando il piombo viene assorbito dall'organismo attraverso il tratto gastrointestinale, la pelle o le vie respiratorie. A seconda del tipo, della durata e dell'intensità dell'esposizione, si distingue tra intossicazione acuta e cronica. Questa forma di tossicità è nota anche come saturnismo.

Sintomi

L'intossicazione acuta da piombo si manifesta con sintomi quali mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e disturbi del tratto gastrointestinale.

Se il decorso è cronico, possono comparire la cosiddetta anemia saturnina, cioè un'anemia causata dal piombo, e l'orletto gengivale di Burton. Tra gli altri sintomi dell'intossicazione cronica rientrano danni ai nervi (polineuropatia), alterazioni delle funzioni cerebrali (encefalopatia), dolori addominali crampiformi (colica saturnina), danni renali e paralisi della mano (mano cadente).

Questi sintomi, che possono essere molto diversi tra loro, dipendono dal fatto che il piombo è in grado di danneggiare diversi apparati dell'organismo. A seconda della quantità assunta, il metallo pesante colpisce tra l'altro il sistema nervoso centrale e periferico, il midollo osseo (e quindi la formazione del sangue), i reni, l'apparato digerente, le gonadi e la pelle. Proprio a livello cutaneo, l'intossicazione cronica da piombo può manifestarsi con il caratteristico colorito pallido, tra il grigio e il giallo.

Pericoli

La gravità dell'intossicazione da piombo dipende dalla concentrazione di piombo nel sangue. Nei casi più gravi la persona intossicata può entrare in coma e morire per insufficienza circolatoria.

Dopo l'assunzione, il piombo passa dapprima nel sangue, si distribuisce poi nei tessuti molli e viene in parte nuovamente eliminato. La parte restante si deposita nelle ossa e nei denti sotto forma di fosfato di piombo, dove permane con un'emivita che può arrivare a 20 anni. Nelle fasi in cui l'organismo demolisce tessuto osseo, i livelli di piombo nel sangue possono aumentare anche senza esposizione esterna. Gli studi sugli animali suggeriscono inoltre che il piombo possa avere un effetto cancerogeno.

Il piombo attraversa inoltre la placenta: può cioè passare dalla madre all'embrione e danneggiarlo.

Quali sono i sintomi e i pericoli dell'intossicazione da mercurio?

L'intossicazione da mercurio è detta anche idrargirismo o mercurialismo. Tra la popolazione è diffuso il timore di entrare in contatto con i vapori di mercurio a causa della rottura di termometri o lampade a risparmio energetico. Di norma, però, la quantità di mercurio rilasciata in questi incidenti è troppo ridotta per provocare un'intossicazione grave. Resta comunque importante prestare sempre attenzione quando si maneggiano vecchi termometri e lampade a risparmio energetico contenenti mercurio e, in caso di rottura, chiuderli subito ermeticamente e arieggiare il prima possibile l'ambiente.

Il rischio di intossicazione da mercurio è maggiore per chi lavora direttamente con questo metallo pesante, ad esempio nei laboratori o nella produzione di termometri. Il mercurio ha un'elevata tensione di vapore, che gli consente di diffondersi nell'aria di un ambiente in assenza di un ricambio sufficiente.

Il mercurio può essere inalato o assorbito attraverso la pelle. È inoltre possibile che entri nell'organismo con l'alimentazione, ad esempio consumando pesce contaminato.

Sintomi

La forma acuta di intossicazione da mercurio esordisce con sintomi quali mal di testa, secchezza delle fauci, vertigini e nausea, seguiti da vomito intenso. Se non trattata, la malattia porta alla distruzione dei reni e del fegato.

L'intossicazione subacuta provoca sintomi come aumento della salivazione, infiammazioni e ulcere delle mucose (stomatite mercuriale). Le gengive sono particolarmente colpite: vi si forma un orletto scuro dovuto al solfuro di mercurio depositato. Sono inoltre possibili danni all'intestino e ai reni.

Anche la forma cronica può accompagnarsi alla stomatite mercuriale. Se però il metallo pesante è stato assunto sotto forma di vapore, prevalgono in genere i sintomi neurologici. Dopo essere entrato nell'organismo attraverso i polmoni, il vapore di mercurio viene trasportato dal sangue oltre la barriera ematoencefalica fino al cervello, dove lo ione mercurio va incontro a ossidazione e si lega successivamente al tessuto cerebrale.

Nel corso dell'intossicazione cronica possono comparire sintomi quali irritabilità (eretismo mercuriale), difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e tremore intenzionale, cioè un tremore che si manifesta quando ci si avvicina a un obiettivo. L'intossicazione cronica da mercurio porta inoltre spesso a un grave deperimento (cachessia).

L'assunzione orale di mercurio può causare anche altri sintomi, come disturbi della vista, dell'udito e della deambulazione, paralisi e psicosi.

Pericoli

L'intossicazione da mercurio può avere esito fatale. Per il trattamento si somministra un antidoto che rimuove il metallo pesante dall'organismo: di norma si utilizzano i cosiddetti chelanti, che however hanno tra gli effetti indesiderati quello di sottrarre anche minerali e oligoelementi importanti.

Quali sono i sintomi e i pericoli dell'intossicazione da cadmio?

Nella vita quotidiana incontriamo il cadmio soprattutto nelle pile e negli accumulatori. Per il resto, in teoria, non dovremmo entrare in contatto con questo metallo pesante.

In realtà il cadmio, come molte altre sostanze tossiche, è presente negli alimenti più diversi: cereali, frutta secca, cacao e legumi. Si trova spesso anche nella carne e nei prodotti a base di carne, oltre che in prodotti chimici come fertilizzanti e pesticidi. Anche altri fattori, come il fumo e la polvere domestica, possono contribuire a un accumulo eccessivo di cadmio nell'organismo.

Sintomi

L'intossicazione acuta da cadmio si manifesta principalmente con lesioni caustiche dell'apparato digerente, che a loro volta possono provocare dolori addominali, diarrea e vomito violento. Se la sostanza è stata inalata, può irritare le vie respiratorie; in caso di esposizione molto elevata è possibile anche lo sviluppo di un edema polmonare.

Tra i sintomi dell'intossicazione cronica da cadmio rientrano dolori intensissimi, motivo per cui in Giappone la malattia è nota come "malattia itai-itai" (letteralmente "ahi-ahi"). I dolori interessano soprattutto la schiena e le gambe e sono dovuti al rammollimento osseo provocato dal cadmio, che può portare a fratture spontanee. Nel decorso cronico sono inoltre probabili danni renali, così come alterazioni epatiche e anemia. Possono verificarsi anche danni al sistema nervoso centrale e al sistema immunitario, oltre a una riduzione della fertilità fino alla sterilità. Sono possibili anche disturbi psichici, danni al patrimonio genetico, tumori e perdita dell'olfatto, quest'ultima soprattutto in caso di intossicazione per via inalatoria. L'intossicazione cronica da cadmio inalato può inoltre portare allo sviluppo di enfisema polmonare.

Pericoli

Per molto tempo si è ritenuto che il cadmio da solo non fosse in grado di provocare intossicazioni. La prima intossicazione da questo metallo pesante è stata descritta soltanto nel 1858. L'organismo umano dispone infatti di una proteina specifica capace di legare il cadmio in eccesso. A oggi non esiste un trattamento specifico per questa malattia.

Ridurre il rischio con la zeolite

Ogni giorno siamo esposti a una varietà di sostanze nocive, che si tratti di metalli pesanti tossici o di altre sostanze potenzialmente dannose.

Un organismo sano è in grado di far fronte da solo a piccole quantità di sostanze nocive e di smaltirle attraverso la digestione. La situazione diventa problematica quando l'organismo viene sommerso da troppe tossine o quando sono presenti determinate condizioni preesistenti: le funzioni depurative vengono allora sopraffatte e si innescano processi alterati, in cui le sostanze tossiche si accumulano nel corpo e possono provocare danni gravi.

La zeolite può aiutare l'organismo a liberare il tratto gastrointestinale dalle sostanze nocive e contribuire così ad alleggerire organi depurativi importanti come il fegato e i reni.

ZeolithMED in polvere o in capsule?

La zeolite è disponibile in polvere e in capsule.

Polvere

La polvere si mescola o si scioglie facilmente nell'acqua e si beve. Entra in contatto già con la mucosa orale, così che la capacità di legare gli inquinanti possa agire lungo tutto l'apparato digerente.

Capsule

Le capsule, di origine puramente vegetale (vegane), sono ideali fuori casa grazie al loro uso semplice e pratico. Si assumono con acqua e rappresentano un'alternativa per chi gradisce meno il sapore del minerale naturale.

L'azione della cosmesi naturale alla zeolite (uso esterno)

La zeolite clinoptilolite è ormai parte integrante della cosmesi naturale. Le straordinarie proprietà di questo minerale vulcanico sono ampiamente note e sfruttate in quasi tutti i prodotti di cosmesi naturale. Sulla pelle la zeolite agisce come un filtro e lega le tossine che altrimenti la irriterebbero.

Dentifricio alla zeolite senza fluoro

La zeolite clinoptilolite è ormai parte integrante della cosmesi naturale. La sua azione unica viene sfruttata da noi in quasi tutti i prodotti di cosmesi naturale. Sulla pelle la zeolite agisce come un filtro e lega le tossine nocive che altrimenti la irriterebbero e la infiammerebbero senza ostacoli.

Crema per la pelle alla zeolite

La depurazione a livello cutaneo sostiene i processi di rigenerazione della pelle. La zeolite agisce legando le sostanze nocive e alleggerendo così la pelle. L'uso quotidiano della crema ricca di zeolite, adatta a tutti i tipi di pelle, è parte integrante della routine di cosmesi naturale.

Interazioni della zeolite con altre sostanze

Dopo l'assunzione di farmaci è necessario rispettare un intervallo di almeno 2 ore. Evita l'assunzione contemporanea di bevande alcoliche, contenenti caffeina o acide, come succo di pompelmo, arancia, limone e ananas.

Effetti indesiderati della zeolite

In rari casi, in presenza di un apporto di liquidi insufficiente, la zeolite può provocare stitichezza. L'effetto dipende dal dosaggio e può essere evitato bevendo a sufficienza e riducendo la dose. In caso di stitichezza, aumenta l'assunzione di liquidi, riduci il dosaggio e, se necessario, consulta il tuo medico.

Avvertenze e precauzioni

Per sostenere i processi di depurazione e di regolazione, durante l'assunzione di ZeolithMED è necessario garantire un apporto abbondante di liquidi, sia per singola assunzione (0,25 litri di acqua) sia in relazione alla quantità giornaliera (2-3 litri al giorno).

Chi soffre di stitichezza o di insufficienza renale dovrebbe utilizzare il prodotto solo dopo aver consultato un medico. Lo stesso vale in caso di terapia farmacologica, chemioterapia o radioterapia.

Le donne in gravidanza o in allattamento, i bambini e gli adolescenti (di età inferiore ai 18 anni) devono rivolgersi al proprio medico prima dell'uso.

Non indicato per l'uso continuativo. Interrompi l'uso se noti un effetto insolito.

Applicazione e dosaggio della zeolite

Dosaggio e durata della depurazione con la zeolite

La zeolite può essere utilizzata individualmente per giorni, settimane o mesi, a seconda delle esigenze. Leggi con attenzione le istruzioni per l'uso riportate sul prodotto (etichetta).

Dosaggio della zeolite per uso interno

La polvere si mescola semplicemente in un bicchiere d'acqua (250 ml) e si beve durante un pasto. Il dosaggio varia a seconda del minerale scelto e del grado di finezza. Fai riferimento alle indicazioni riportate nelle rispettive istruzioni per l'uso, che trovi direttamente sull'etichetta.

Dosaggio della zeolite per uso esterno

Esempi di applicazioni esterne:

  • La zeolite viene spesso utilizzata in polvere come talco per i piedi o per il corpo
  • Zeolite come additivo per pediluvi (1 cucchiaino) e bagni completi (1 cucchiaio)
  • Puoi anche mescolare la zeolite con acqua fino a ottenere una pasta, applicarla come impacco sulle zone interessate, coprirla con una fascia e lasciarla agire, ad esempio per una notte
  • Zeolite per la cura della pelle: preleva un pizzico di polvere nel palmo della mano, mescolala alla tua crema abituale e applicala come di consueto
  • Zeolite per maschere: mescola 1 cucchiaino di polvere con un po' d'acqua, applica uno strato sottile e risciacqua dopo 10-15 minuti

Primo utilizzo della zeolite o pelle particolarmente sensibile?

L'esperienza mostra che in caso di elevata sensibilità, di primo utilizzo o dopo pause prolungate è consigliabile iniziare gradualmente, con dosaggi ridotti e un'assunzione al giorno, passando poi eventualmente a due e fino a un massimo di tre assunzioni giornaliere.

Che cos'è la zeolite? Una descrizione chimica

La zeolite naturale è composta di norma dai due minerali silicatici heulandite e clinoptilolite. Oltre a questi due componenti principali, l'alluminosilicato cristallino contiene altri minerali e oligoelementi. I componenti primari della zeolite naturale sono i tetraedri AlO₄ e SiO₄, collegati tra loro dagli atomi di ossigeno adiacenti ("O") e organizzati in una struttura cristallina tridimensionale. La struttura della zeolite possiede inoltre un sistema estremamente sviluppato di cavità e microcanali: è la cosiddetta "porosità della zeolite clinoptilolite".

La struttura

La zeolite è costituita da un reticolo di forma regolare e contiene cationi alcalini e alcalino-terrosi. Nelle cavità sopra descritte sono immagazzinati cationi e molecole d'acqua. Grazie alla loro elevata mobilità, sia i cationi sia le molecole di H₂O consentono un marcato scambio ionico. Il diametro dei canali nella struttura cristallina è sufficiente a lasciar entrare molecole e ioni estranei. Per questa proprietà la zeolite è considerata in ambito scientifico un efficace scambiatore di ioni, accumulatore di calore e setaccio molecolare. Presenta inoltre una superficie di dimensioni notevoli, che le conferisce grande valore nei campi di applicazione più diversi. La formula chimica dell'alluminosilicato cristallino è la seguente:

M₂/ₙO · Al₂O₃ · xSiO₂ · yH₂O

La struttura nel dettaglio

Dal punto di vista chimico questo alluminosilicato cristallino è un sale: mentre gli anioni formano una struttura reticolare, i cationi si presentano come particelle singole. All'interno del tetraedro la carica positiva dello ione alluminio è di norma completamente compensata dalla carica negativa di tre dei quattro atomi di ossigeno presenti. Il quarto atomo deve essere bilanciato da un catione alcalino o alcalino-terroso, in genere Na⁺, K⁺, Ca²⁺ o Mg²⁺. I cationi si dispongono in prossimità dei tetraedri caricati negativamente, all'interno delle cavità e dei canali del silicato. Le aperture di questi canali hanno un diametro compreso tra 0,3 e 0,6 nanometri.

Chimica: zeolite e clinoptilolite

I composti di zeolite e clinoptilolite sono tra i materiali più utilizzati nella società moderna. Anche senza rendercene conto, incontriamo continuamente le numerose applicazioni della zeolite e della clinoptilolite nella vita di tutti i giorni. Un ottimo motivo, per noi, per guardare più da vicino questi due minerali e i loro composti:

Zeolite e clinoptilolite: che rapporto c'è tra loro?

Entrambe appartengono alla classe mineralogica dei "silicati e germanati", e i composti clinoptilolitici costituiscono un sottogruppo delle zeoliti. Seguendo questa classificazione, troverai qui di seguito innanzitutto le spiegazioni relative alle zeoliti, dalle quali il passaggio alla clinoptilolite risulta quasi naturale.

Zeolite: nomen est omen

La zeolite deve il proprio nome al mineralogista svedese Axel Fredrik von Cronstedt, che a metà del XVIII secolo ne studiò a fondo la composizione e le proprietà. Una delle intuizioni nate dalle sue osservazioni si riflette nel nome che lo scienziato scelse per il proprio oggetto di ricerca: il termine "zeolite" da lui coniato si basa sulle parole greche antiche "zéō", che significa "bollire", e "líthos", che significa "pietra". Con esso von Cronstedt descriveva la vivace effervescenza che si osserva quando il minerale viene riscaldato.

Zeolite: il segreto della "pietra che bolle"

L'effervescenza è dovuta all'acqua contenuta nella struttura cristallina della zeolite, che viene rilasciata sotto l'effetto del calore. La struttura di base, costituita da atomi di alluminio e silicio, resta completamente intatta durante il processo, perché i suoi singoli componenti sono tenuti insieme esclusivamente da atomi di ossigeno e il liquido si trova soltanto nelle cavità intermedie. Sono proprio queste cavità a conferire alla zeolite una "superficie interna" sorprendentemente ampia, che può superare i 1.000 m² per grammo di materiale.

Zeolite: sull'esempio della natura

La capacità di questa particolare struttura di assorbire e rilasciare altre sostanze fa della zeolite un sistema naturale di setacciatura e filtrazione. In linea con questa funzione, agisce come catalizzatore o separatore in numerosi processi biochimici. Per poter sfruttare questa proprietà su scala industriale, dal 1950 la zeolite viene prodotta anche in via sintetica in quantità crescenti, a partire da soluzioni alcaline a base di composti di alluminio e silicio che cristallizzano a temperature superiori ai 60 °C. La zeolite così ottenuta può essere modificata scambiando singoli ioni o mediante trattamenti chimici successivi, in modo da aumentarne notevolmente l'effetto catalitico, la capacità di assorbimento e di accumulo e la stabilità chimica o termica.

Zeolite: un'ampia gamma di applicazioni

Gli impieghi della zeolite naturale o sintetica e delle sue varianti si ritrovano in moltissimi settori: dalla separazione di sostanze chimiche ai sistemi di riscaldamento ad accumulo termico, fino all'assorbimento dell'azoto negli impianti industriali di grandi dimensioni. Nella vita quotidiana incontriamo la zeolite tra gli ingredienti dei detersivi per piatti e per il bucato, dove favorisce da un lato il processo di asciugatura e dall'altro l'addolcimento dell'acqua. Viene inoltre venduta nei negozi di articoli per animali per la pulizia e il mantenimento dell'acqua di acquari e laghetti.

Clinoptilolite: una scoperta più recente

Applicazioni analoghe si ritrovano per la clinoptilolite. In quanto sottogruppo delle zeoliti, ne condivide sostanzialmente la struttura e quindi anche le proprietà. A differenza della zeolite in senso più ampio, però, la clinoptilolite si presenta già in natura in composti contenenti ioni calcio, potassio o sodio. Un minerale di questo tipo è stato individuato per la prima volta nel 1923 presso Hoodoo Mountain, in Nord America. Il suo scopritore, il mineralogista statunitense Waldemar Theodore Schaller, lo considerò inizialmente una specie a sé stante. Solo analisi successive rivelarono che la clinoptilolite rinvenuta nello stato del Wyoming è strettamente imparentata con la zeolite già nota.

Zeolite: aspetto e colore variabili

Il minerale, di norma incolore e completamente trasparente, si presenta sia in grani fini sia sotto forma di cristalli tabulari e massivi. A seconda dell'uniformità della struttura e della presenza di altre sostanze, la clinoptilolite può assumere una tonalità tendente al bianco oppure sfumature che vanno dal giallastro al bianco-rossastro.

Zeolite: altrettanto versatile, e qualcosa in più

In quanto appartenenti al gruppo delle zeoliti, i composti clinoptilolitici con ioni calcio, potassio o sodio presentano le stesse proprietà biochimiche e fisiche del minerale di riferimento. Vengono impiegati anch'essi per la filtrazione e la depurazione negli impianti industriali, nel settore edile e in quello dei combustibili o come agenti distaccanti. Grazie alla sua struttura naturale, però, la clinoptilolite arricchita con calcio, potassio o sodio trova ancora più applicazioni: i membri del gruppo delle zeoliti sono richiesti ovunque gli additivi sintetici siano indesiderati o addirittura dannosi. Ne sono un esempio l'impiego come fertilizzante nel giardinaggio e nell'architettura del paesaggio, come legante degli odori e additivo per mangimi nell'allevamento, oppure nella tutela dell'ambiente.

Zeolite: un aiuto affidabile nelle emergenze

La clinoptilolite si è fatta conoscere soprattutto in seguito al disastro nucleare di Chernobyl. Dopo che la fusione del nocciolo del reattore ebbe contaminato pesantemente aria, acque e suolo di tutta l'area circostante, gli esperti fecero ricorso a questo filtro naturale. Non venne impiegato soltanto per depurare fiumi e canalizzazioni, ma anche aggiunto ai mangimi per il bestiame. Nell'apparato digerente di mucche, pecore, capre e cavalli, i composti clinoptilolitici agirono come scambiatori di ioni e contribuirono a legare le sostanze radioattive nell'organismo degli animali.

Zeolite: un impiego collaudato, riproposto con successo

Il successo di queste misure fu tale da imporle come mezzo efficace per fronteggiare incidenti di questo tipo. La clinoptilolite è stata infatti utilizzata anche nella centrale giapponese di Fukushima dopo il disastro nucleare: qui, sfruttando le proprietà filtranti e adsorbenti naturali di zeolite e clinoptilolite, sono state decontaminate le insenature marine per evitare un'ulteriore contaminazione radioattiva dell'ambiente.

Zeolite: una sostanza che riscalda e raffredda allo stesso modo

Il calore generato durante questi e altri processi analoghi è un apprezzato "sottoprodotto" dell'applicazione: i composti di zeolite e clinoptilolite possono infatti essere impiegati anche per alimentare impianti di riscaldamento. L'uso forse più curioso, però, è quello opposto: il fusto di birra autorefrigerante, molto apprezzato nei mesi estivi. Anche in questo caso entrano in gioco la capacità di adsorbimento della zeolite e della clinoptilolite e la forza che ne deriva. Al prossimo acquisto presta un po' più di attenzione all'etichetta: ora sai a cosa si deve una birra fresca e ben fredda, cioè al principio d'azione dei minerali zeolite e clinoptilolite.

Perché dovrei depurarmi con ZeolithMED o ZeoBentMED, anche se seguo un'alimentazione sana?

Perché negli ultimi decenni l'esposizione alle sostanze inquinanti è aumentata ovunque: in ciò che mangiamo, nell'aria che respiriamo, nell'acqua che beviamo e persino negli ambienti in cui viviamo e lavoriamo.

Perché zeolite e bentonite sono adatte alla depurazione dell'organismo umano?

I nostri prodotti, testati in modo indipendente e certificati CE, sono minerali naturali puri al 100%, senza additivi né miscele. Le numerose recensioni positive ricevute negli anni dai nostri clienti parlano da sole.

A cosa devo fare attenzione durante l'uso?

Bevi acqua a sufficienza.

Qual è la differenza tra ZeolithMED e ZeoBentMED?

La diversa struttura mineralogica.

Zeolite e bentonite legano entrambe le sostanze nocive. La bentonite ha però due proprietà aggiuntive: è rigonfiabile e, a contatto con l'acqua, forma una pellicola protettiva gelatinosa. Questo è particolarmente utile in presenza di mucose gastrointestinali sensibili.

ZeoBent unisce i due minerali: zeolite e bentonite si completano a vicenda, ed è per questo che la miscela ZeoBent è la più efficace. Il nostro prodotto più potente, per così dire.

Come vengono eliminate le tossine dall'organismo?

Zeolite e bentonite sono insolubili in acqua e non digeribili: attraversano quindi l'apparato digerente come una spugna, legano selettivamente gli inquinanti e vengono eliminate per via naturale insieme alle sostanze legate. Il metabolismo resta inalterato.

Zeolite e bentonite legano anche vitamine, enzimi, minerali e ormoni?

No. Decenni di osservazioni e di studi scientifici condotti in tutto il mondo mostrano che non si verificano carenze nemmeno con l'assunzione quotidiana di dosi elevate.

In quali forme sono disponibili i prodotti detox?

I nostri ZeolithMED e ZeoBentMED sono disponibili in polvere e in capsule, tutti senza additivi né miscele. Le capsule sono naturalmente di origine esclusivamente vegetale.

Qual è la differenza tra la zeolite in polvere e le capsule di zeolite?

La polvere, mescolata nell'acqua e bevuta, inizia ad agire già nel cavo orale e lungo tutto l'apparato digerente. Le capsule sono pratiche da usare, ad esempio in viaggio, e la loro azione inizia nello stomaco.

Dove vengono estratte la zeolite e la bentonite?

La nostra zeolite proviene dal giacimento di alta qualità più vicino, nei Carpazi. La nostra bentonite proviene dall'Europa meridionale e i controlli di qualità vengono effettuati in laboratori tedeschi accreditati. La lavorazione successiva avviene direttamente nei nostri stabilimenti: è questo il significato del nostro "Made in Germany".

Siamo produttori e distributori diretti, con molti anni di esperienza e specializzati esclusivamente in prodotti a base di zeolite e bentonite. Tutto il nostro team è naturalmente a tua disposizione per qualsiasi domanda.